Termina, a fine settembre, il servizio dei nostri volontari che stanno collaborando alla realizzazione del progetto ‘INSIEME ALL'AVIS PER DONARE LA VITA 3' nelle sedi Avis accreditate (Avis Regionale Veneto, Avis Provinciale di Venezia, Avis provinciale e comunale di Rovigo). Abbiamo chiesto ad alcuni di loro di raccontarci, molto brevemente, la loro esperienza per condividerla con i lettori del nostro sito. Di seguito le loro risposte.
Irene P., 27 anni, di Mestre (VE), in servizio presso l'AVIS Provinciale di Venezia: eccomi qui a scrivere la mia testimonianza di quest’anno quasi concluso di servizio civile. Non ho ancora capito che manca poco più di un mese, a pensarci seriamente fa veramente un brutto effetto. Sarà per il fatto che so di non voler “rompere i rapporti” alla fine del servizio civile, sarà perché so che continuerò a collaborare con le persone conosciute quest’anno, ma non mi sento triste, mi sento piuttosto soddisfatta. In questi mesi ho “lavorato” a stretto contatto con diverse persone, ognuna di loro mi ha insegnato qualcosa, mi ha dato degli stimoli, mi ha dato consigli. Con alcuni volontari che girano qui per gli uffici si è creato un rapporto affettuoso come può essere quello tra un nonno e una nipotina. Le dipendenti sono invece due zie, a volte severe a volte divertenti, con le quali ho condiviso ore ed ore di ufficio sedute sulla scrivania una di fronte all’altra e spesso anche divertendoci e scherzando, soprattutto del mio rapporto con l’infernale tecnologia informatica! La mia esperienza è stata decisamente positiva sia dal punto di vista personale che da quello “professionale”. Ho avuto modo di mettere a frutto i miei studi, mi sono sentita realizzata soprattutto nel lavoro svolto per il progetto scuola. Lavorare all’interno della scuola con i ragazzi e i miei colleghi operatori è stato stimolante e coinvolgente. Ho avuto le mie soddisfazione e le mie responsabilità, ci sono stati momenti più noiosi ed altri divertenti. Tra un mese non mi resterà che far tesoro di questo percorso durato un anno, mettermi nuovamente in gioco e “lasciare il posto” ad un nuovo volontario! Quest’anno di SCN mi è servito anche per avvicinarmi nuovamente all’associazione come donatrice; era da un po’ che non mi facevo vedere al Centro Trasfusionale ed ora lo frequento non solo per le donazioni ma anche per dare una mano nel mio piccolo. Certamente consiglio questa esperienza, per me è stata positiva ed utile. Come consiglio ai coetanei di trovare e catturare le cose utili che questa, come altre esperienze, ci offre. Ho scelto di vivere cercando di essere curiosa e critica nei confronti di quello che conosco e conoscerò, fino ad ora questo “metodo” ha dato i suoi buoni frutti, non resta che assaggiarli! Buona fortuna!
Elena P., 20 anni, di Rovigo, in servizio presso l'AVIS Comunale di Rovigo: “Io ho scelto il Servizio Civile per fare un'esperienza che fosse formativa e che fosse utile per il mio futuro. L'AVIS, invece, l'ho scelta perché ero già una donatrice e volevo collaborare con questa associazione. Al termine di questa esperienza posso dire di aver acquisito nuove competenze professionali che ritengo possano essere utili per il mio futuro lavorativo e maturato tante relazioni con i soci e i donatori. La più grande soddisfazione che ho avuto è vedere il Consiglio Direttivo accettare volentieri delle mie proposte per realizzare nuovo materiale pubblicitario. Anche io consiglierei il Servizio Civile perché è un'esperienza di formazione sia in ambito lavorativo che di crescita a livello umano”.
Irene M., 23 anni, di Villanova del Ghebbio, in servizio presso l'AVIS Comunale di Rovigo: “Io, scegliendo il Servizio Civile, volevo fare un'esperienza formativa legata ai miei studi. Non conoscevo prima l'AVIS e forse per questo ero ancora più incuriosita quando ho cominciato il servizio. Sono contenta dell'esperienza che ho fatto perché mi sono sentita utile alla mia comunità, ho conosciuto persone nuove tra cui una splendida collega ed amica. Consiglio a tutti questa esperienza perché si cresce interiormente come persona e non solo come cittadina".
Maurizio M, 26 anni, di Castelfranco Veneto, in servizio presso l'AVIS Regionale Veneto:“Io ho scelto il Servizio Civile perché penso che ci siano due modi per ‘servire la Patria': con le mani o con le mani, ma in un caso le usi per imbracciare un fucile, nell'altro le tendi verso i bisognosi. Ho scelto l'AVIS perché è la più importante associazione di volontari in Italia. Io avevo già collaborato con altre associazioni di volontariato, ma mai di tale importanza. Di questa esperienza mi resterà un bellissimo ricordo grazie alle persone conosciute durante quest'anno, alle nuove amicizie fatte e vissute, e grazie anche alla maturità che penso di aver acquisito vivendo da vicino la realtà di questa associazione. Per me la difficoltà più grande che ho dovuto sostenere è stata la fatica dell'organizzazione degli eventi promossi sul territorio, mentre la soddisfazione più importante è stata l'esperienza di partecipazione al Convegno Nazionale organizzato alla Sala Capitolare del Senato. Consiglierei a tutti il Servizio Civile in AVIS perché ti apre ad un mondo di possibilità”.
Matteo O., 22 anni, di Montebelluna, in servizio presso l'AVIS Regionale Veneto:“Ho scelto il Servizio Civile perché, oltre ad essere un'esperienza formativa e interessante, era l'unica che avesse un orario flessibile da poter conciliare con la mia attività di studente. Ho scelto l'AVIS perché è la più grande associazione di volontari in Italia ed ero l'unico in famiglia che ancora non si fosse deciso a farne parte. Di questa esperienza mi resteranno le conoscenze acquisite e tutte le competenze professionali maturate e che magari mi saranno anche utili in campo lavorativo nel futuro. Certo per me è stato comunque difficile riuscire a conciliare lo studio con l'impegno del Servizio Civile, ma questo sforzo è stato sicuramente ricompensato dagli elogi che ho avuto per il bel lavoro svolto. Consiglierei il Servizio Civile in AVIS perché è un'Associazione che ha a cuore il Bene del prossimo e in cui tutti sono volontari e in cui nessuno trae un beneficio economico dalla propria attività. Qui si possono vedere le persone per quello che veramente sono e veramente valgono”.