Campioni protagonisti alla festa regionale dell’Avis.
A Conegliano un migliaio tra donatori e sportivi
Sport protagonista alla quinta festa dell’Avis Regionale, domenica 13 giugno in terra trevigiana.
Per un’intera giornata, avisini e sportivi si sono incontrati e “mescolati” a Conegliano sotto l’unica bandiera della solidarietà, in occasione della “Giornata mondiale della donazione”. Allo stadio comunale del rugby, sin dal mattino, un via vai di ragazzi, donatori e atleti di diverse specialità sportive, ha dato un tocco tutto speciale alla manifestazione, che ha avuto diversi momenti significativi ed emozionanti.
Il primo, nell’house club dello stadio, è stato l’incontro-chiacchierata con gli atleti-campioni che hanno raccontato i loro primi passi nello sport, l’incontro con l’Avis e con la donazione, il valore aggiunto della solidarietà nello sport.
“Lo sport insegna ad affrontare le difficoltà, a dare il massimo, a non arrendersi, ma anche a stare insieme – ha raccontato il rugbista azzurro Manuel Dallan, presidente dell’associazione “Rugby for Life” – il nostro terzo tempo vede insieme, dopo la partita, le due squadre (e persino l’arbitro) che fino a pochi minuti prima erano avversarie in campo. Lo sport dev’essere anche questo”. E se si ha la salute, anche di più. “Abbiamo fondato la nostra associazione per aiutare con le partite benefiche chi ha bisogno, come l’Avis che con i suoi soci aiuta i malati donando il sangue”.
E “il sangue si dona e non si versa”, è lo slogan che il pilota Fabrizio Gollin, campione del mondo di Gt, ha fatto proprio dopo aver macinato chilometri e chilometri sulle piste d’Europa, Asia e Stati Uniti “ora mi sto dedicando, anche insieme ad Avis, a far capire ai giovani i pericoli della strada, a insegnare le regole pratiche di una guida sicura, per sè e per gli altri”. Per questo, durante la festa, ha allestito una zona per prove di guida con nebbia, passaggio improvviso di pedoni e asfalto "ghiacciato". Causa, oltre ad alcool e velocità, di tanti incidenti stradali che in Veneto e nella provincia di Treviso in particolare, ormai non si contano. Compito triste dei cronisti è raccontarli, quasi quotidianamente. “Ha ragione Fabrizio: non è solo la strada ed esser killer, ma il modo di guidare di chi la percorre– ha sottolineato il moderatore dell’incontro, Tiziano Graziottin, giornalista de “Il Gazzettino – e ben vengano iniziative come questa”. Presidente della squadra di calcio “Tv Pressing”, che da otto anni raccoglie gli operatori dell’informazione per partite a scopo benefico, Graziottin ha evidenziato la collaborazione con l’Avis, il cui logo da tempo compare sulle maglie. Non solo un logo d’immagine, dal momento che tra i giornalisti-giocatori ci sono donatori di sangue. “L’ago mi fa paura da sempre e ogni volta devo farmi forza –ha confessato Gianni Favero, dell’Agenzia di stampa Ansa – ma continuo a donare sangue perchè per chi ne ha bisogno rappresenta tutto. È la molla che mi ha fatto donare finora 21 volte”.
E la donazione di sangue è di casa anche nel Benetton Basket che, con un Andrea Renzi in forma e dalla battuta pronta, ha offerto lo spaccato di un mondo dorato aperto anche al prossimo. “Nella squadra ci sono molti giocatori testimonial di Avis e di altre associazioni, c’è chi, come il capitano, ha donato sin da giovanissimo. Io ho la mamma che lavora al Centro trasfusionale di Lavagna e la donazione di sangue nella mia famiglia riveste un grande significato – ha detto Renzi. Per il cestista “lo sport e la solidarietà insegnano a guardare oltre se stessi, a mettersi alla prova, a non arrendersi mai”.
Lo hanno sperimentato anche i giocatori del football americano “Cavaliers” che nella stagione d’esordio in serie B sono passati subito in serie A, con l’Avis sulle maglie rosse. “Abbiamo dato il massimo in campo e abbiamo vinto – ha detto Davide Bongiovanni, donatore – la prossima meta è il Centro trasfusionale, per vincere anche in solidarietà e avvicinare tutta la squadra al dono del sangue”. La squadra, infatti, è il motore di grandi imprese e a confermarlo è stato anche Claudio Giacomel, già arbitro internazionale di rugby: “La collaborazione tra giocatori è fondamentale. E rispetto al passato sono andate crescendo, proprio a partire dagli atleti, la solidarietà e l’attenzione verso chi ha bisogno. Spesso nasce come aiuto verso una persona che si conosce, per diventare qualcosa di più grande. Oggi lo sport è molto vicino alla solidarietà e nel rugby le iniziative benefiche si intensificano”.
Dopo le emozioni dell’incontro con i grandi dello sport, altro momento intenso della festa regionale è stato quello in centro a Conegliano, con la sfilata dei labari, il saluto del presidente regionale dell’Avis, Alberto Argentoni, del sindaco di Conegliano, Alberto Maniero e del responsabile del Crat, Antonio Breda. Il lancio dei palloncini ha completato la mattinata.
Nel pomeriggio lo stadio ha accolto le premiazioni dei mini tornei di rugby per ragazzi che si sono svolti al mattino, l’esibizione delle ginnaste della scuola Time-Sport A.S.D. e l’attesa “partita del cuore”. In campo, introdotte da due rappresentanti del “Piccolo rifugio” , ospiti della struttura di Ponte della Priula, sono scese le squadre del Conegliano Rugby e di Rugby for Life, composte da grandi nomi del rugby nazionale di oggi e di ieri.
Tra loro, anche Denis Dallan, azzurro con 50 presenze in nazionale, noto per la partecipazione all’ultima edizione de “L’Isola dei famosi”. Nonostante i tanti impegni, Denis non è voluto mancare all’appuntamento con il suo sport e con l’Avis, accanto al fratello Manuel.
Inziative collaterali alla festa l’annullo filateclico, la mostra della Fondazione Tes con visione al microscopio di tessuti umani e la mostra sul progetto Bolivia dell’Avis Veneto.
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